venerdì 30 novembre 2012

CHINE VAG...ABONDE


Lo scorso post si intitolava “Sui due vagabondi e sul loro Radio Punx”, e mi è piaciuto.
Perché “vagabondo” è una parola che adoro. E, a leggerla bene, dipinge alla perfezione la condizione mia e di Jean Claudio di questi ultimi cinque anni.
Da quando, cioè, gli ho proposto di fare Radio Punx.

Quanti chilometri abbiamo fatto grazie a questa storia?
Siamo partiti un sacco di volte, e quindi un sacco di volte siamo un po' morti.
Ché partire è un po' etc etc.

Nella foto, un anziano qualsiasi ci dà dentro con i gesti apotropaici

Ma quella volta...
Quella volta fu strana forte. Lo è ancora, strana forte, a pensarci.

È il 2007, e noi partecipiamo a un concorso. In Italia è il concorso per “nuovi” fumettisti più importante. Mandiamo le tavole in ritardo, un attimo dopo l'ultimo momento disponibile.
Partecipiamo sì, ma mica ci crediamo così tanto.
Se selezionati, i finalisti dovranno parlare del loro progetto, durante la Fiera di Lucca, davanti a editori VERI, che possono farlo diventare un libro VERO.
Tipo questo, per intenderci, solo con gente meno brava a farlo.

Partecipiamo sì, ma -diciamola tutta- non ci crediamo per un cazzo.
Tanto per un cazzo che ci facciamo i biglietti dell'aereo per il giorno successivo a quello della potenziale discussione con gli editori. Editori VERI, ci tengo a ribadirlo.
Tanto, figurati se.

Poi ci telefona uno. Un tizio che poi, anni dopo, diventerà un barbuto cui vogliamo bene. Ci chiama da Lucca. Lucca Comics. Ci dice che siamo in finale al concorso. Penso a uno scherzo. Ho amici bastardi, li conosco bene i loro scherzi, questo è proprio lo stile tipico di
No. Niente scherzi. Il prefisso è esatto, e non proviene dal Regno di Sardegna. Arriva dal Granducato di Toscana.

Ci tocca rifare i biglietti, porco Andreotti.
Non diciamo nulla perché non vorremmo essere troppo didascalici

Ricordo il viaggio in aereo. Io e Jean eccitati come bambini, pieni di speranze e di “ma ti immagini se”. Ridiamo, fibrilliamo (eh? Boh.).
Poi, sogghignando, lui mi confessa di aver lasciato a casa le tavole originali.
A casa. A tipo novantamilionidichilometri da Lucca.
Il gelo.
"Cosa CAZZO hai fatto, Jean? COSA-CAZZO-HAI FATTO?"

Io mi chiudo in me stesso, un broncio che nemmeno Arnold con Willis. Diciamola tutta: lo voglio accoltellare, gli voglio mangiare il cuore, togliere lo scalpo, mitragliare con un kalashnikov cazzo. Mi blocca il fatto che mi ingabbierebbero e non potrei diventare un fumettista famoso.
Non gli parlo per tipo due ore. Ricomincio quando l'autobus arranca per quelle eccezionali strade lucchesi piene di alberi che perdono foglie gialle. Uno stereotipo d'autunno, in un periodo in cui da noi si va ancora in giro con quella nostra maglietta fina, alla Baglioni.
Ricomincio a parlargli, ma lo guato con occhi iniettati d'odio. Roba che adesso mi appenderei per le palle, se avessi il coraggio di farlo. Lo perdono solo quando, arrivati davanti alla commissione, capisco che praticamente nessuno dei concorrrenti ha portato le tavole originali.
Mi ci vuole quella consapevolezza e una birra. Anche due. Dopo la seconda birra divento come san Francesco, potrei perdonare Charles Manson.
Figuriamoci il socio, che gli voglio un bene dell'anima.

Comunque, la taglio corta.
No, non vinciamo. Arriviamo in finale e non vinciamo. Come l'Olanda di Crujiff.
Lo sai cosa diceva Pezzali, no? È la dura legge del gol, Johan.

Ché a vincere subito non c'è gusto (I'm a loser, baby, so why don't you kill me?). Prima bisogna viaggiare di nuovo, aereo treno nave (rigoroso passaggio ponte) auto bici pullman piedi.

Ce lo dice il nostro nome: siamo Chine Vaganti. Dobbiamo muoverci, per non seccarci.
Muoverci.
Per non.
Seccarci.

Grazie, Radio Punx. Grazie, Chine Vaganti.

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4 commenti:

Davide "boldraker" Boldrini ha detto...

Grazie andre, grazie jean, grazie chine :)

Daniele Mocci ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele Mocci ha detto...

Chine Vaganti di nome e di fatto.
Lo dissi anni fa.
Lo scrissi pure su un numero di Macchie d'Inchiostro.
Lo dici tu oggi.
Lo siamo ancora, dopo 15 anni.
E, nonostante i vecchi qualunque che si toccano le palle... nonostante i maiali con la gobba e gli occhiali... nonostante i messìa travestiti da boss travestiti da messìa travestiti da...
nonostante i grotteschi scaldatori di seggiole di improbabili consigli di improbabili regioni di improbabili province moriture di improbabili comuni...
nonostante questo e tanto altro...
vaghiamo e vagheremo ancora, come "quel" gruppo di incorreggibili cow boys che si spingono sempre più a Ovest... a costo di farsi sbarrare inesorabilmente la strada dall'oceano e di fare dietrofront sui loro purosangue, per il semplice gusto di continuare a vagare.
E comunque... a parte la citazione terencehilliana... BRAVO Andrea e BRAVO Jean... viva il vostro Radio Punx... e in bocca al lupo per quello che ancora ci farete leggere.

cooksappe ha detto...

apotropaici!